AC/DC a Udine: la stampa ne parla ancora

Il ciclone <strong>AC/DC</strong> è passato dall'Italia e ha lasciato dietro di sé una scia di fans stremati ed esaltatissimi.

Sul web e sulla stampa intanto si continua a parlare di Angus e soci. Su <a href="http://www.rockol.it/news-143639/Ac-Dc---Stadio-Friuli-Udine-19-05-10" target="_blank">Rockol.it </a> troverete una <strong>dettagliata recensione</strong> di tutto il concerto, completa di setlist. Eccovi invece un breve estratto di ciò che si è scritto e raccontato di quella indimenticabile serata:

"Un vero e proprio delirio per 47.000 fan ieri sera, a Udine, nell’unica tappa italiana degli AC/DC. Il gruppo è un mito vivente del rock and roll mondiale, già avanti con l’età eppure mai così scatenati sul palco dello stadio Friuli. I biglietti erano esauriti da quattro mesi fino all’inverosimile. nemmeno i famosi bagarini hanno potuto fare qualcosa. Non c’era più spazio." (<a href="http://www.direttanews.it/2010/05/20/gli-acdc-fanno-esplodere-il-friuli/" target="_blank">Direttanews.it</a>)

"La chitarra di Angus Young appare dal centro della pedana (35 metri che percorrerà avanti e indietro per tutto il concerto), addosso la mitica divisa da scolaretto, negli occhi e nelle mani solo l’energia del puro rock. “Grazie! Come stai Udine”, urla in italiano Brian Johnson, poi torna all’inglese per un “Noi tutti facciamo rock n roll” e parte <i>Hell Ain’t a Bad Place to Be</i>. E l’inferno non sembra proprio aver fatto tanto male agli <strong>AC/DC</strong>, dal 1973 simbolo dell’heavy granitico “made in Australia”, che dopo 200milioni di dischi venduti tornano sul palco nella formazione storica con Brian Johnson alla voce, i fondatori Angus e Malcom Young , chitarra solista e chitarra ritmica, il titanico Phil Rudd alla batteria e Cliff Williams al basso elettrico." (<a href="http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/cultura_e_tempolibero/2010/20-maggio-2010/acdc-47-mila-young-compagni-1703052639796.shtml" target="_blank">CorriereDelVeneto.it</a>)

"dal vivo come su disco gli <strong>AC/DC</strong> portano il rock'n'roll agli elementi di base, senza risparmiare un colpo.Il loro marchio di fabbrica è l'infinito repertorio di devastanti riff di chitarra.[...] Tra i momenti più alti <i>The Jack</i> introdotta da un lungo siparietto di Brian e Angus lungo la passerella, con tanto di corsa all'indietro e strette di mano al pubblico da parte di Brian e nel finale un divertente spogliarello di Angus che esibisce le sue mutande griffate ovviamente <strong>AC/DC</strong>..." (Il Piccolo)

"La marmaglia di Sidney non si smentisce neanche in Friuli: i terribili fratelli Young (Angus il capociurma e Malcolm il secondo) sono sempre young, giovani con le loro chitarre; la voce di Brian Johnson è da trent'anni un marchio di fabbrica nonostante sia il ragazzo anziano della band; Phil Rudd non si stanca mai di suonare e così ieri sera ha festeggiato il suo cinquantaseiesimo compleanno dietro la batteria, affiancato dal precisissimo basso di Cliff Williams nella potente sezione ritmica del gruppo.
Potenza ci pare la parola più appropriata per definire il rock degli <strong>AC/DC</strong>: un'eruzione, un'esplosione liberatoria di un suono primigenio[...]Non parliamo di liturgie, ma dell'orgoglio della semplicità, tanto che la band arriva allo stadio alle 20.10 ed entra a piedi (non in limousine come altre stelle nane!) salutando la folla, amici fra amici." (Messaggero veneto)

"Una motrice vera, di acciaio e lamiera che ha fatto irruzione sulla scena sfondando lo schermo tra scoppi scintille e sbuffi di fumo sulle note di Rock'n'roll train [...] "Il treno è una vecchia icona blues" spiega il chitarrista Angus Young "E' come se noi salissimo alla stazione di partenza e lo spingessimo a tutta velocità verso i giorni nostri". (Gazzetta di Parma)

Commenti (1)

Venite a Roma per un Rock N Roll Imperiale come la vostra band...

Daje Roma e Daje AC/DC